Siamo a Luglio del 1997. Miami Beach è al suo picco assoluto: sole accecante, musica a palla, fisici pazzeschi e quel mood sfacciato che solo la fine del millennio sapeva regalare. Poi, lo shock. I colpi di pistola che rimbombano sui gradini di Villa Casa Casuarina spezzano la quiete e cambiano per sempre la storia della moda, del costume e della cultura pop internazionale. L’assassinio di Gianni Versace, seconda stagione di American Crime Story, disponibile in streaming su NOW da martedì 5 maggio a martedì 2 giugno, prende questo dramma generazionale e lo trasforma in un thriller psicologico che tiene i telespettatori incollati alla tv. Se prima di iniziare questa serie tv credete di trovarvi davanti il solito documentario true crime lento e soporifero, siete completamente fuori strada. L’assassinio di Gianni Versace non intende fare solamente la cronaca di un noto omicidio, ma fa un’autopsia spietata all’anima di un’intera epoca. Se state dunque accarezzando l’idea di iniziare questa serie tv, proseguite con la lettura perché noi di Serietvdavedere.com abbiamo preparato per voi un focus approfondito sulla trama, sul cast, i personaggi e molto altro.
L’assassinio di Gianni Versace: la trama della serie

Niente racconti classici dalla struttura lineare e prevedibile. Ryan Murphy e lo sceneggiatore Tom Rob Smith scelgono volutamente di mandare in fumo ogni regola del thriller tradizionale con una mossa narrativa inconsueta. L’assassinio di Gianni Versace non vi fa aspettare l’episodio finale per il momento clou, ma decide di sganciare la bomba (ovvero l’omicidio di Gianni Versace) nei primissimi minuti del pilot. Da quel momento esatto, si viaggia a ritroso nel tempo eliminando il classico mistero del “Chi è il killer?” per concentrarsi su un’unica e grande ossessione: “Ma perché lo hanno ucciso?”. Ogni puntata scava un po’ più a fondo nel passato, svelando i dettagli che hanno unito i destini di due uomini diametralmente opposti, mettendo a confronto il genio italiano del fashion system e il suo carnefice in una discesa agli inferi, che esplora anche i precedenti delitti compiuti dal killer.
L’assassinio di Gianni Versace: il cast e i personaggi della serie

Il lavoro sui personaggi è semplicemente perfetto e poggia su interpretazioni che definire da brividi è poco. L’attore Édgar Ramírez non fa una semplice imitazione di Gianni Versace, ma riesce a catturane la generosità, la vulnerabilità e quella fame perenne di bellezza che lo guidava in ogni sua singola creazione di moda. Accanto a lui, l’attrice Penélope Cruz affronta la missione impossibile di dare corpo e voce alla grande Donatella Versace. Il rischio macchietta o meme trash era altissimo, ma lei lo azzera con classe. Ci regala infatti il ritratto di una donna iconica, schiacciata dalla morte del fratello ma determinata a non far crollare l’impero finanziario costruito dalla famiglia Versace. La vera sorpresa però è Ricky Martin: celebre cantante, attore e personaggio televisivo portoricano, noto ai più come il Re del pop latino. Ricky Martin veste i panni di Antonio D’Amico, lo storico fidanzato di Gianni Versace e mette in scena un’interpretazione quasi straziante. Vedremo lo specchio di un uomo che, oltre al dolore della perdita del suo partner, ha dovuto subire l’isolamento della famiglia e l’omofobia dei media dell’epoca.
L’assassinio di Gianni Versace: il volto del killer Andrew Cunanan

Inutile girarci intorno: anche se il nome di Versace è gigante nel titolo, il vero Re della serie è il suo assassino, Andrew Cunanan. Interpretato da un Darren Criss letteralmente monumentale, il killer è uno dei delinquenti più complessi, disturbati e tragici mai visti in tv. Parliamo di un camaleonte sociale, capace di cambiare identità, accento e bugie con una disinvoltura disarmante. Un uomo mosso soltanto da un disperato bisogno di hype e visibilità. Il killer non cerca il successo col talento, vuole solo essere guardato e invidiato ad ogni costo. Ma sotto i vestiti griffati (scroccati agli amanti) cela un vuoto cosmico. L’attore Darren Criss fa un miracolo totale, ripulendosi della patina rassicurante della serie tv Glee per entrare nella mente di un narcisista tossico. E ci riesce: ci costringe a rimanere incollati allo schermo anche quando vorremmo solo distogliere lo sguardo per la sensazione di fastidio che suscita questo personaggio.
L’assassinio di Gianni Versace: le tematiche e il contesto sociale

Dietro i glitter, le sfilate di moda e i party esclusivi a bordo piscina, L’assassinio di Gianni Versace è anche un manifesto politico. Lancia una critica feroce alla società americana degli anni ‘90. La serie si trasforma nella cronaca di una caccia all’uomo fallita per colpa del pregiudizio, visto che Cunanan era già nella lista dei latitanti più ricercati dall’FBI prima ancora di arrivare a Miami. La risposta che la serie dà al perché non sia stato fermato in tempo è inaccettabile: le sue prime vittime erano uomini omosessuali e, all’epoca, le forze dell’ordine tendevano a ignorare o archiviare con superficialità i crimini interni alla comunità LGBTQ+. Questa omofobia istituzionale ha di fatto garantito a Cunanan un’impunità completa, permettendogli di muoversi indisturbato da un paese all’altro fino a colpire il suo bersaglio più famoso: Gianni Versace.
L’assassinio di Gianni Versace: la regia e la colonna sonora

La regia de L’assassinio di Gianni Versace gioca tutto sul contrasto tra l’oro sfolgorante di Casa Casuarina, con marmi e mosaici barocchi, e le luci fredde e tristi degli squallidi Motel. Cioè i luoghi in cui si nasconde Cunanan, metafora visiva della sua decadenza mentale. Il rosso del sangue che macchia la camicia bianca di Gianni Versace è un‘immagine impossibile da dimenticare. La colonna sonora fa il resto, coniugando la lirica amata da Gianni con le hit pop più malinconiche e iconiche degli anni ‘90. In mezzo a mille produzioni true crime tutte uguali che pullulano nelle piattaforme streaming, questa stagione di American Crime Story resta un capolavoro insuperato. Non usa la cronaca nera per fare il pienone di view, ma per raccontare il prezzo tossico dell’ambizione e l’invidia sociale. È una serie densa che si beve in un solo weekend, ma resta nella mente per settimane. Se l’avete persa o desiderate fare un rewatch di altissimo livello, premete play su NOW TV e lasciatevi travolgere.







