Se avete tra i 30 e i 40 anni, probabilmente la vostra idea di “terrore tecnologico” si limita a tre cose ben precise: la notifica di un’email del capo alle 21:00 di venerdì, lo SPID che scade senza un motivo apparente o il commercialista che vi chiama usando il tono di chi deve darvi una notizia non propriamente bella. Poi arriva Netflix che, con la grazia di un elefante in una cristalleria, il 24 aprile scorso ha droppato Girigo (If Wishes Could Kill), la nuova miniserie horror sudcoreana di 8 episodi.

E all’improvviso capisci che c’è chi sta peggio di te. Tipo gli adolescenti di Seul, la cui più grande preoccupazione non è pagare il mutuo, ma sopravvivere a un’app che fa sembrare l’algoritmo di Tinder un club di gentiluomini. Se siete incuriositi da questa serie tv, mettetevi comodi sul divano e preparate qualche snack o una birra: questo k-drama è il guilty pleasure perfetto per una serata a casa, possibilmente prima che l’abbiocco delle 23:30 vi colpisca senza pietà.

Girigo: la trama

Ambientata nell’immancabile Liceo Seorin – che nel mondo dei K-drama è l’equivalente di un girone dantesco con le divise firmate – la storia ruota attorno a un gruppo di 5 studenti. Ragazzi normalissimi, se per “normale” intendiamo adolescenti coreani con livelli di stress da amministratore delegato di una multinazionale. La svolta horror arriva sotto forma di un’app misteriosa chiamata, per l’appunto, Girigo. Non la trovi sull’App Store e non devi fare il balletto del riconoscimento facciale. Questa chicca della programmazione compare da sola sul telefono e fa una sola cosa: legge i tuoi pensieri più meschini e realizza i tuoi desideri. Vuoi che il primo della classe si becchi una dissenteria durante l’esame della vita? Girigo lo fa. Desideri che il bullo che ti tormenta sparisca dalla circolazione? Girigo ti accontenta.

C’è solo un piccolo bug di sistema che gli sviluppatori hanno omesso nelle condizioni d’uso (che, ammettiamolo, nessuno di noi legge mai comunque): per ogni desiderio esaudito, parte un countdown di morte sul telefono di una vittima sacrificale. E non parliamo di una morte serena nel sonno, ma di robina simpatica con spettri, jumpscare e sangue. I nostri cinque protagonisti si ritroveranno così a gestire una chat di gruppo tossica, dove il vero problema non è chi deve pagare la pizza, ma capire quale dei tuoi amici ha espresso il desiderio di vederti dondolare da un soffitto e cadere nel vuoto.

Girigo: il cast e i personaggi

Il cast di Girigo è composto da giovani promesse della televisione coreana che hanno l’età per fare l’università ma interpretano sedicenni. Una dinamica che a noi trentenni ricorda tanto i tempi d’oro di Dawson’s Creek, solo con molta più violenza e meno monologhi sul senso della vita.

  • Yoo Se-ah (cinica e con un piano): è la leader pragmatica del gruppo. Ha lo sguardo di chi ha già capito tutto della vita e la pazienza di un pendolare sulla tratta Roma-Milano il lunedì mattina. Sarà lei a fare da “reparto IT” della situazione, cercando di capire come hackerare una maledizione demoniaca. Ad interpretare il personaggio di Yoo Se-ah è l’attrice Jeon So-young.
  • Lim Na-ri (l’influencer disperata): influencer da migliaia di follower ma con un vuoto cosmico dentro. Rappresenta perfettamente quel dramma generazionale per cui se una tragedia non prende almeno 10000 cuoricini, allora non è successa davvero. Ad interpretare Lim Na-ri è l’attrice e cantante Kang Mi-na.
  • Kim Geon-woo (l’introverso rancoroso): il classico ragazzo dell’ultimo banco che non parla mai ma accumula più odio represso di un automobilista bloccato nel traffico. Quando scopre l’app, la usa con lo stesso entusiasmo con cui noi useremmo un bonus vacanze. Questo personaggio è interpretato dall’attore emergente Baek Sun-ho.
  • Kang Ha-joon (il bello che non balla): lo sportivo della scuola, tutto muscoli, capelli perfetti e traumi infantili causati da genitori asiatici che considerano un 9 in matematica come un grande fallimento. Ad interpretarlo è Hyeon Woo-seo.
  • Choi Hyeong-wook (il nerd di ordinanza): il classico personaggio che prova a spiegare la magia nera usando termini come “firewall” e “server proxy”. Dura quanto un gatto in autostrada, ma gli vogliamo bene lo stesso. Ad interpretare questo personaggio è l’attore Lee Hyo-je.

La chimica tra i personaggi funziona a meraviglia, soprattutto perché riescono a trasmettere egoismo e cameratismo disperato. Guardarli complottare tra loro vi farà sentire grati di aver superato i trent’anni e di dover gestire, al massimo, i drammi passivo-aggressivi nella chat di condominio.

Girigo: perché vederla?

Diciamoci la verità: ad una certa età l’horror con i mostri nello sgabuzzino smette di farci paura. Le cose che ci spaventano davvero alla nostra età sono le bollette della luce, le carriere che non decollano e il mal di schiena che viene al mattino. Eppure, Girigo riesce a toccare un nervo scoperto anche in chi ha la maturità stampata sulla carta d’identità. Sotto sotto questa serie è una vera e propria satira sul cinismo sociale. L’app non crea il male, si limita a fare da intermediaria. Mette in piazza la verità più scomoda di tutte: se ognuno di noi avesse un pulsante magico per eliminare le persone che ci complicano la vita quotidiana, quanti di noi avrebbero il coraggio di non premerlo? È una riflessione cinica che un pubblico adulto può apprezzare molto più dei ragazzini a cui la serie sembra rivolgersi.

Certo, nella seconda metà della stagione la sceneggiatura decide di buttare la logica tecnologica nel cestino per darsi all’horror più becero (con sciamani, esorcismi fatti un po’ a caso e spiegazioni che richiedono una forte sospensione dell’incredulità), ma il ritmo resta così alto che glielo si perdona volentieri. È il classico show da guardare commentando con il proprio partner su quanto siamo felici di non andare più a scuola, di non avere TikTok e di poter andare a dormire alle ore 22 senza che un demone coreano ci mandi un messaggio su WhatsApp. Se cercate una serie leggera e con un pizzico di cattiveria (che non guasta mai), Girigo merita una chance. Male che vada vi lascerà con un ottimo pretesto per silenziare tutte le notifiche del vostro telefono e ignorare le chiamate di lavoro fino a lunedì mattina.

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