Se c’è una cosa che il cinema e la tv ci hanno insegnato è che le competizioni sportive agonistiche sono spesso dipinte come guerre sacre fatte di sudore, sacrifici e sguardi intensi verso l’orizzonte. Poi però arriva l’attore Will Ferrell, indossa una polo dai colori improponibili, impugna una mazza da golf e decide di dare un tocco di umorismo, ridicolaggine e demenzialità al mondo dello sport. La serie The Hawk, disponibile su Netflix da luglio 2026, è costituita da 10 episodi e prende il mondo del golf professionistico e lo trasforma in un grande quanto esilarante campo di battaglia familiare.
Ideata dallo stesso Will Ferrell insieme ai suoi collaboratori Harper Steele e Chris Henchy, questa serie tv segna il debutto dell’attore come protagonista assoluto di una produzione televisiva e il risultato è esattamente quello che i fan stavano aspettando: un concentrato di egocentrismo delirante, rivalità esasperate e buffi colpi di mazza. Il golf, dopotutto, è lo sfondo perfetto per una serie tv incentrata sulla frustrazione umana. Parliamo di uno sport in cui si passa la maggior parte del tempo a perdere, a controllare i propri nervi e a subire il giudizio di un pubblico che sussurra per non disturbare la concentrazione dei golfisti.
Adesso immaginate di inserire in questo microcosmo un uragano di sfrontatezza in vecchio stile. Un uomo convinto di essere il centro dell’universo nonostante il suo corpo e la sua carta d’identità gli remino contro. Questo contrasto è il motore di una serie tv che non cerca la via del politically correct. Preferisce spingere sull’acceleratore del “ridicolo”, regalando agli spettatori una satira del divismo sportivo e delle sue ipocrisie.
The Hawk: la trama della serie

Per capire dove nasce il caos di The Hawk occorre fare un passo indietro nel tempo, esattamente nel 2004. In quell’anno magico Lonnie Hawkins (soprannominato “Il Falco”) era il re indiscusso del golf, il giocatore numero 1 a livello internazionale capace di ipnotizzare le folle con il suo carisma e i suoi colpi di mazza. Ma la gloria, si sa, purtroppo è passeggera e non dura a vita. Un disastroso errore all’ultimo putt dell’U.S. Open ha dato inizio a un declino professionale, allontanandolo dal circuito che conta e trasformandolo in una gloria sbiadita del passato. Oltre 20 anni dopo quell’errore, Lonnie si trova nella seconda metà della sua vita e della sua carriera, con la schiena a pezzi, le ginocchia che scricchiolano e un mondo che gli consiglia di appendere la sacca al chiodo per godersi alla pensione.
Il problema è che Lonnie Hawkins non ha intenzione di ritirarsi dal mondo del golf. Nella sua mente il Falco è ancora una divinità del fairway e c’è solo un obiettivo che lo separa dalla pace dei sensi: desidera conquistare l’ultimo torneo Major che gli manca per completare il Grande Slam del golf. Convintissimo di essere sul punto di realizzare la sua più grande rimonta, Lonnie decide di tornare in pista. Per risalire la china, inizia a frequentare tornei di seconda fascia e, durante una sosta nel parcheggio di un supermercato, si imbatte in Sam, una caddie dallo dallo spirito libero. Sarà proprio lei, con il suo modus operandi non convenzionale, ad aiutarlo e a spingerlo nuovamente verso il circuito del PGA Tour.
Il ritorno de “Il Falco” sotto i riflettori non è però una marcia trionfale priva di ostacoli. Da un lato ci sono i vertici del golf ufficiale, rappresentati da dirigenti puristi che considerano le sue stramberie e le sue interazioni con il pubblico come un insulto alla sacralità del golf. Dall’altro, la vita privata di Lonnie è un cumulo di macerie sentimentali. Il suo cammino verso il Major si scontra con una serie di tappe tragicomiche che includono uno strano torneo a Las Vegas con un milione di dollari in palio. La ricerca ossessiva di Lonnie verso la gloria diventa una scusa per mettere a nudo le debolezze di un uomo che preferisce affrontare un percorso da 18 buche piuttosto che i propri fallimenti personali.
The Hawk: il cast della serie

A guidare questa “allegra brigata” di svitati troviamo Will Ferrell. Lui mette al servizio del personaggio di Lonnie Hawkins tutta la sua fisicità e quella straordinaria capacità di interpretare uomini affetti da un egocentrismo infantile. Il suo Lonnie è una maschera comica formidabile, ricca di arroganza anni 2000 e fragilità fisica, capace di urlare al pubblico di fare casino sul green per poi subire i rimbrotti del proprio corpo un secondo dopo.
Accanto a lui si muove un cast di altissimo livello, a partire da Molly Shannon nel ruolo di Stacy Hawkins, l’ex moglie di Lonnie. La chimica tra Ferrell e Shannon, che affonda le radici nei loro storici trascorsi nel cast del Saturday Night Live, è evidente in ogni singola scena. Dà vita a dialoghi taglienti e a una dinamica di coppia esplosiva, dove il risentimento del passato si mescola ad una sorta di co-dipendenza.
Un altro pilastro fondamentale di questa serie tv è Jimmy Tatro, che interpreta Lance Hawkins (figlio di Lonnie e Molly). Lance non è solo il sangue del loro sangue, ma è anche il nuovo ragazzo d’oro del golf mondiale. È un campione muscoloso e sempre sull’orlo di una crisi di nervi edipica, causata dalla presenza ingombrante di suo padre. Il conflitto generazionale tra i due Hawkins regala alcuni dei momenti più alti dello show. Soprattutto quando Lance si rende conto che il ritorno in campo del genitore rischia di oscurare i suoi stessi successi sportivi.
Ad aggiungere altro pepe alle dinamiche sul campo ci pensa Fortune Feimster nei panni di Sam, la stravagante caddie di Lonnie. La sua ironia e il passato misterioso fungono da perfetto contrappeso alla follia del protagonista. Il quadro dei personaggi principali si completa con una serie di attori che arricchiscono lo show. Luke Wilson presta il suo volto sornione a Golden Fisk, lo storico e palestrato rivale di Lonnie che lo ha già sconfitto in passato e che minaccia di farlo ancora. Mentre Chris Parnell interpreta Anton: un rigido e severo membro del consiglio del PGA Tour, intenzionato a proteggere l’etichetta del golf dalle scorribande del Falco.
Una menzione speciale va anche a Katelyn Tarver che interpreta la fidanzata di Lance. Lui è un’influencer di benessere che si rivela essere l’unico personaggio dotato di buonsenso all’interno di un microcosmo completamente fuori di testa. La regia di Jonathan M. Watson riesce a valorizzare al meglio questo “ensemble”, mantenendo il ritmo altissimo. La sua regia permette a ciascun attore di brillare nelle proprie nevrosi. Delle nevrosi che trasformano la serie tv in un appuntamento imperdibile per coloro che cercano una serie tv sportiva fresca, irriverente e spassosa.







